EPISODI AL PILASTRO, PERIFERIE TEATRO DEL DISAGIO SOCIOECONOMICO.

Stefano Sermenghi: “Se vogliamo sicurezza dobbiamo istituire un fondo per l’inclusione, quella vera.”

“Ci si ricorda delle periferie solo quando accade qualche fatto di cronaca, solitamente cronaca nera. Poi il sipario si chiude e ce ne si dimentica di nuovo.

Perché le cittadine e i cittadini che vivono in queste zone della città sono stati abbandonati ? Perché vengono costantemente ignorati?

Perché questa città, quest’amministrazione, parla di inclusione, organizza manifestazioni per accogliere i profughi afghani, e poi non traduce in realtà e concretezza l’accoglienza?

L’accoglienza fatta in questo modo a me sembra più uno slogan, perché la vera accoglienza umanitaria è quella che offre delle reali opportunità alle persone che arrivano qui dopo essere scappate da guerre, persecuzioni e genocidi.

Infatti se accogliamo queste persone per poi metterle in quartieri dormitorio, che sono abbandonati a se stessi in un continuo scenario di soprusi di un qualche tipo, sicuramente non stiamo facendo il loro bene.

In piena campagna elettorale, in soli due giorni, il quartiere Pilastro è saltato alla cronaca per due eventi terribili: il primo, lo stupro di una bambina dove si inverte il pregiudizio, qui la vittima è straniera ed il carnefice italiano, il secondo, un accoltellamento dovuto ad una rissa in quella che sembra ordinaria amministrazione in queste aree della città tra spaccio, gang e vendette private.

Ancora peggiore, poi, la scelta di lasciare lo stupratore ai domiciliari, non garantendo né la tutela della vittima di abusi, nonostante ci siano anche video che testimonino la violenza, né evitando ulteriori tensioni sociali nel concreto rischio di un nuovo linciaggio in pubblica piazza.

Qual è il senso di non mettere in carcere il pedofilo?

Le periferie continuano ad essere il teatro del disagio socioeconomico, la ferita aperta di questa città che cura il salotto buono ma non la realtà che vive la gente ghettizzata in questi luoghi.

Ma scandalizzarsi dopo tragici eventi è inutile.

La verità è che le periferie sono abbandonate da tutte le amministrazioni sia di destra, che di sinistra.

Non è un problema di sicurezza, ma di prevenzione e di inclusione sociale che non riguarda solo gli stranieri, come dimostra ciò che è avvenuto al Pilastro.

Questo è l’esempio lampante della sconfitta del modello Bologna, troppo uguale, in fondo, a tanti altri in cui gli ultimi sono abbandonati a se stessi sotto gli occhi di tutti.

Il degrado delle periferie bolognesi non può scatenare inutili commenti di solidarietà a fatti avvenuti, peraltro continuamente ripetuti e senza che nessuno faccia poi nulla veramente.

La periferia di Bologna ora è talmente uguale a quella di tante metropoli che riproduce modelli di disagio sociale di ogni tipo, ma chi crede in una Bologna avanguardia, italiana ed europea, non può arrendersi al nulla e deve proporre soluzioni.

Alla luce dell’esperienza di 20 anni di politica, di cui 10 come Sindaco, propongo quindi di istituire un fondo comunale che valga un euro per ogni abitante di Bologna da destinare alle associazioni di volontari che si occupano di prevenzione sociale, di inclusione e di sicurezza dei cittadini.

Come ho fatto, con successo, quand’ero primo cittadino di Castenaso.”

Laura Sangiorgi Cellini
Ufficio Stampa
Stefano Sermenghi Sindaco

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