Comunicato Stampa –  03.09.2021

“UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO”

Stefano Sermenghi: “Servono una migliore organizzazione e mezzi più innovativi, soprattutto dopo il covid”

Stefano Sermenghi: “Per ridurre un tipo di traffico come quello di Bologna basterebbe organizzare mezzi più innovativi, senza bisogno di smantellare la città e perdere posti auto, soprattutto dopo il covid. Non ha più senso infatti pensare in modo vecchio come continua a fare il Pd, ammassando i cittadini in tipologie di mezzi ormai obsoleti con i rischi che si corrono.

La mobilità, verso e nei quartieri, va ripensata ed è di assoluta priorità un assessorato che integri lavori pubblici e urbanistica, due mondi aprioristicamente considerati come compartimenti stagni. Unendoli possiamo ripensare le periferie, garantire la sicurezza del buon vivere, migliorare i collegamenti di trasporto pubblico, pianificando nuovi luoghi esteticamente ed ambientalmente degni di una città evoluta come Bologna.”

L’attenzione al benessere dei cittadini bolognesi è data anche dalla viabilità e diversi candidati della Lista Bologna Forum Civico si sono interessati di questa tematica da vari punti di vista.

Roberto NanettiCandidato BFC per Stefano Sermenghi Sindaco, Architetto

“La contrarietà non è contro il tram in quanto tale perchè sarebbe piuttosto sciocco, ma si manifesta una contrarietà a questo tram.

Questo progetto, che se pur inserito nel PUMS sembra un sistema di mobilità a sé stante, è decisamente impattante per la città e per la vita dei cittadini nei prossimi anni.

Come spesso succede a Bologna quando si affrontano problemi urbanistici, le soluzioni non sono quasi mai prima discusse, ma vengono presentate come già pensate e risolte. Le osservazioni, le proteste, le perplessità, le proposte non vengono ascoltate, quasi mai prese in esame e tantomeno adottate. Un esempio palese l’adozione ed approvazione del PUG e del Regolamento Edilizio.

Comunque se proprio si vuole realizzare il tram (a dispetto dei Santi!) secondo noi sarebbe opportuna una pausa di riflessione, una sospensione dell’attuale fase progettuale e impostare una importante revisione partecipata del progetto considerando le eventuali proposte di miglioramento, verificare come le linee si rapportano con le importanti aree di futura riqualificazione urbana (leggi aree militari: Caserma Sani, Caserma Mazzoni, Staveco, Stamoto), con il nascente Tecnopolo in via Stalingrado, con il CNR e le sedi universitarie al Navile.

Per esempio dal progetto si vedono collegati i Comuni di San Lazzaro e Casalecchio di Reno (esclusivamente Palasport o Meridiana, da decidere), ma come mai non è previsto analogo collegamento a Nord con il Comune di Castel Maggiore?

Sarebbe anche il caso inoltre di integrare la progettazione con una serie di parcheggi scambiatori che intercettino il traffico giornaliero in entrata ed indirizzino i “pendolari” alle linee di trasporto pubblico; aumentare i punti di interscambio con il servizio SFM.

Il tram, se proprio si vuole fare, deve essere uno degli strumenti di valorizzazione della periferia, e per quale motivo, inspiegabilmente, il quartiere Pilastro, che necessita di qualificazione ed inclusione, ne risulta escluso?

Andrea SpettoliCandidato BFC per Stefano Sermenghi Sindaco, Portavoce del Coordinamento dei comitati per la rinascita di Bologna

“Ho riunito un gruppo di comitati di cui il principale è il comitato ‘Progetto Bolognina’ dov’è presidente Simona Bentivogli,  anch‘essa candidata per BFC.

Sul tema tram abbiamo creato un gruppo di lavoro con Simona, con l’architetto urbanista Claudio Bertolazzi e il suo team e con la consulenza giuridica degli avvocati Lavermicocca e Moscati, presentando a febbraio 2021 un ricorso al Consiglio della Presidenza di Stato  contenente la relazione tecnico urbanistica sulle problematiche di questo progetto del tram. Il primo ricorso è stato fatto per il tram linea rossa e in merito  il Consiglio di Stato ha già risposto richiedendo ulteriori informazioni per valutare la possibilità di sospendere la realizzazione di tale infrastruttura.

Tramite l’accesso agli atti al Protocollo Generale del Comune di Bologna dei verbali della Conferenza dei servizi, abbiamo verificato che enti come Hera e la Sovrintendenza hanno sì dato parere positivo all’opera, ma con tante prescrizioni. Hera, ad esempio, ritiene molto difficile riuscire a fare i sottoservizi  nel centro storico, e ha chiesto di avere soluzioni all’interno del progetto esecutivo; la Sovrintendenza invece pone molti dubbi sul passaggio del tram proprio nel centro storico.

Non è forse un caso quindi che nell’individuare i 12 Portici rappresentativi come patrimonio dell’UNESCO siano stati omessi i Portici di via Matteotti, via San Felice, via Ugo Bassi, via Indipendenza, tutte strade dove dovrebbe passare il tram linea rossa.

A mio avviso non credo che l’Unesco  sarebbe stata molto contenta di vedere i Portici distrutti per realizzare i sottoservizi di gas e fognatura….

Ora attendiamo la risposta del Consiglio di Stato nel mese di settembre ma siamo molto ottimisti che possa essere verso la sospensione del progetto.

E’ stata visibile intanto una curiosa accelerazione per l’assegnazione del bando ad inizio agosto, casualmente prima della fine del mandato Merola. Una mossa alquanto affrettata visto che l’attesa a brevissimo del responso del ricorso potrebbe ribaltare le carte in tavola.

Quale sarà pertanto la posizione del Comune di Bologna?

Chi pagherebbe la penale prevista in caso di impedimento alla prosecuzione dei lavori?“

Laura Sangiorgi Cellini
Ufficio Stampa
Stefano Sermenghi Sindaco

Bologna Forum Civico
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